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Artista: THE STATUE THIEVES
Data Concerto: 25 Aprile 2019 - h 22.30

ABOUT:

Direttamente da Londra una band che, pur essendo influenzata dall’attuale scena underground, non si identifica in un genere definito ma è in costante dialogo tra l’essenza del garage anni ’60 e le sonorità derivanti dal reggae, shoegaze e funk.

Gli Statue Thieves tornano con un LP a distanza di tre anni dall’ EP Revolutions in Your Mind. Laniakea è un album di dieci brani carichi di pathos e intensità. Quaranta minuti che scorrono strisciando tra la polvere e le pozzanghere di vicoli poco illuminati, come quelli della periferia londinese.

Il fumo di Londra, che ormai è solo uno sbiadito luogo comune, ritorna in qualche modo nelle atmosfere di questa band formata da Craig Ingham (chitarra e voce), Iván Muela (chitarra), Gennaro Oliviero (batteria), Michał Domin (basso) che riesce a ricreare un sound torbido, pulsante di vita vissuta. Un album che suona onesto in tutte le sue parti, da ascoltare con attenzione per respirare tutto il caleidoscopio di sapori e colori, prevalentemente a tinte blu, che è capace di sprigionare attraverso le chitarre di chiara matrice blues e alla voce graffiata di Craig.

Gli Statue Thieves hanno studiato alla scuola dei classici, ascoltando tantissima musica venuta da lontano, ma hanno saputo continuare la loro ricerca stilistica arricchendola con band come i My Morning Jackets e i Queen of the Stone Age.

Il disco registrato da Luke Oldfield al Tilehouse Studios non si limita però ad esplorare soltanto l’anima blues della band, ma riesce a spaziare anche nel rock più melodico passando per alcune incursioni psichedeliche.

Laniakea è un album che non cerca compromessi nessun compromesso se non quello con l’esigenza comunicativa dei componenti della band che nelle canzoni hanno riversato tutte le loro influenze musicali e sopra ogni altra cosa la loro voglia di comunicare.

Ascoltando brani come 37th Floor sembra di ritornare ad una stagione del rock anglosassone resa gloriosa dai primi album dei Verve e dei Radiohead, brani che trasudano l’alienazione che solo alcune città inglesi con il loro clima inospitale sanno rendere così palpabile, la stessa sensazione che viene restituita dall’album che riesce a catturare in pieno quello stato d’animo.

La copertina dell’album è stata curata da Lydia Padjan (Dada Trash).

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