Per i ragazzi di campagna della mia generazione, la scampagnata lungo i fossi, tra i campi in fiore, è sempre stata una delle attività preferite durante l’infanzia. Si usciva dopo pranzo, solitamente accompagnati dai nonni, e si rientrava dopo qualche ora tenendo in mano, stretto stretto tra le dita, un mazzolino di bruscandoli, i germogli di luppolo. La fine di quei verdi virgulti era abbastanza scontata: 4 uova sbattute, una padelle e ne usciva una frittata gustosa che risolveva la cena.

Non so se i miei coetanei di città hanno questi stessi miei ricordi ma, da quel che vedo ultimatamente sui banchi dei fruttivendoli, temo che anche i ragazzi di campagna abbiano cambiato abitudini: fino a qualche anno fa era infatti impensabile comprare bruscandoli o schiopet dal verduraio perché l’unica soluzione per mangiarli era la raccolta diretta! Oggi però i nonni non sono più in pensione, c’è molto più inquinamento e i ragazzi sono attratti da altri generi di attività (purtroppo).

Quello che è rimasto immutato è il piacere di mangiare questi germogli: tarassaco, ortiche, aglio orsino, borragine, pungitopo, sono solo alcuni esempi dell’infinita scelta di erbe che la natura ci mette a disposizione.

Infinite sono anche le ricette che si possono fare con queste erbe di campo: le più classiche sono la frittata, il risotto e le torte salate. Basta davvero avere un po’ di fantasia, e la conoscenza per saper distinguere le erbe più buone e con poco si riescono a preparare dei veri e propri manicaretti.

La cosa bella è che, oltre ad essere buone, queste erbe fanno anche bene: sono ricche di sali minerali e hanno spesso poteri depurativi e diuretici.

Un tempo la raccolta delle erbe era un’importante risorsa per le popolazioni nei periodi di carestia: ma anche quando il cibo non mancava questi germogli sono sempre stati molto usati nella tradizione culinaria della nostra terra, perché sopperivano la mancanza di ortaggi in quel periodo che va tra la fine dell’orto invernale e l’inizio di quello estivo.

Ecco perché abbiamo deciso di incentrare sulle erbe spontanee la terza tappa, dedicata alla primavera, del ciclo Stagioni&Tradizioni

Diana